Cammino di santa Giulia
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Il progetto

La proposta del percorso "Cammino di Santa Giulia" si integra in un progetto più ampio.
L’ispirazione centrale è quella di realizzare un sogno: comunicare informazione, conoscenza e coscienza sulla testimonianza di fede di Santa Giulia.
Il progetto intende coinvolgere, in un percorso di educazione e crescita, tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla comprensione del Dono della Croce di Cristo ed abbraccia chi si sforza di capire il senso del sacrificio e del dolore in un mondo pagano, insieme a chi "semplicemente" vuole provare un’esaltante esperienza di viaggio.

Il "Cammino di Santa Giulia", costituisce un’opportunità educativa, culturale e turistica aperta. I contenuti di carattere religioso possono risultare centrali, collaterali o del tutto assenti per chi lo intraprende. L’importante è mettersi in cammino. I frutti nasceranno dagli eventi. Nessuno può sapere cosa lo attende ad ogni meta della vita.
Dove si arriva, quale sarà il nostro cuore alla meta e come gli occhi la riconosceranno, non è mai dato di sapere.

Il "Cammino di Santa Giulia" è inizialmente nato come percorso ciclistico. Dal settembre 2011 è strutturato in tappe percorribili anche a piedi. Il suo tracciato è destinato a rimanere in evoluzione permanente per arricchirsi dei contributi di tutti. L’idea fondamentale è quella di ripercorrere il cammino compiuto in epoca longobarda per la traslazione delle spoglie della martire còrsa, da Porto Pisano (Livorno) a Brescia.
I resti mortali di Santa Giulia vennero traslati probabilmente nell'anno 763.
I Longobardi stavano proprio allora consolidando un sistema viario alternativo a quello romano, ormai disintegrato e largamente impraticabile.
Il monastero benedettino femminile di San Salvatore in Brescia era stato fondato nell'anno 753 e quello di Leno nel 758. I loro possedimenti si estendevano molto lontano, con importanti presenze del monastero lenese in Lunigiana ed in Garfagnana.
Fu il re longobardo Desiderio, insieme alla moglie Ansa, a volere il trasporto delle reliquie di Santa Giulia nel monastero da loro fondato e cospicuamente dotato.
Desiderio, ancor prima di assumere dignità regale in Brescia, fu a capo del ducato di Lucca, città con stretti legami con il vicino "Porto Pisano" nei pressi dell’attuale Livorno.
L’isola di Gorgona, nel cui monastero benedettino furono inizialmente custodite le spoglie della santa di Corsica, era a breve distanza. Certamente al duca longobardo era ben nota la venerazione popolare per Santa Giulia. Egli comprese l’importanza che le sante reliquie conferivano al cenobio destinato in seguito a divenire monastero imperiale, riconosciuto e sostenuto poi anche da Carlo Magno, centro di cultura e di vita religiosa fino al termine del XVIII secolo.
La traslazione, molto verosimilmente, si appoggiò ai monasteri ed alle roccaforti più saldamente controllate dal potere longobardo. Il cammino tocca perciò le località di transito più frequentemente attraversate in epoca altomedievale, seguendo tratti di diramazione della Via Francigena.
Il pellegrinaggio come percorso di arricchimento spirituale e culturale affascina chi è alla ricerca di crescita e maggiore consapevolezza personale. Questo rimane il fermo riferimento da cui nasce la proposta del "Cammino di Santa Giulia"

La tradizione europea dei viaggi carichi di senso religioso e storico si fonda su due antichi itinerari: il Cammino di Santiago e la Via Francigena.
La valorizzazione moderna della Via Francigena è relativamente recente ed ancora in corso di consolidamento. Questo storico percorso non definisce un tracciato esclusivo, identificabile in modo univoco. I documenti storici testimoniano infatti l'esistenza di varie diramazioni e di importanti tratti alternativi. È inoltre necessario considerare che le strade percorse dai viandanti nel Medioevo risultano ormai quasi totalmente ricoperte ed inglobate dall'attuale sistema viario. Il tracciato preciso delle antiche strade è ormai scomparso. Non è più possibile percorrerlo perché irrimediabilmente alterato dalle profonde modificazioni che il territorio ha subito nel corso dei secoli.
Tuttavia è ancora oggi possibile raggiungere le località ed attraversare i luoghi che videro transitare i pellegrini del passato. Il percorso originale va riscoperto, sulla base dei documenti storici, studiando soluzioni di percorrenza che si integrino con un tracciato oggettivamente percorribile in modo sicuro dal moderno pellegrino o dall’appassionato di cicloturismo.

L’itinerario proposto si snoda attraverso la campagna italiana dimenticata dai grandi percorsi, le valli toscane, i boschi degli Appennini e la pianura padana: un modo per scoprire la natura ed il paesaggio di territori ricchi di arte e di storia. Il percorso è persino più interessate e vario di quello del Cammino di Santiago. Il tracciato può essere completato in una settimana e non richiede particolari capacità atletiche o un investimento di tempo eccessivo.

Ricostruire e percorrere oggi strade ormai dimenticate e cariche di fascino storico, artistico e religioso, è la sfida che il "Cammino di Santa Giulia" si propone di vincere.


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